Maybe A U-Turn Would Be BestIl Natale è il periodo in cui si concentrano maggiormente le vendite. Questo ovviamente vale anche per il vino che così spesso viene scelto come regalo da chi vuole donare oltre alla piacevolezza di una bevuta anche le emozioni di una serata passata in compagnia, condividendo con i cari un buon bicchiere.
Eppure quest’anno, come se già la crisi da sola non bastasse, ci si è messo un altro fattore. Ed è quello dell’articolo 62 che disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. In particolare, secondo questo articolo entrato in vigore a fine ottobre, c’è oggi l’obbligo di pagare le fatture riferite a prodotti agricoli entro sessanta giorni. Pena… incorrere nel penale. Questa è una semplificazione, ovviamente, e purtroppo è una semplificazione grande, perché il problema è che ad oggi ancora non si è capito realmente fin dove può essere applicato questo articolo. In queste settimane, infatti, come tante altre aziende ci stiamo muovendo per rinnovare i contratti, per rinnovare gli ordini anche in vista del Natale, ma in giro c’è tantissima confusione. E la confusione, come spesso accade, paralizza.
L’idea dietro questa legge sarebbe quella di andare a rispondere a un problema che ogni produttore di vino conosce bene: la riscossione dei crediti. E’ ormai fin troppo diffusa la pratica, da certa parte della ristorazione, di acquistare il vino senza però pagarlo alla scadenza della fattura. Una pratica che trasforma di fatto gli agricoltori – produttori di vino inclusi – in fornitori di credito per chi rappresenta il successivo anello della catena di distribuzione.
Ma, appunto, c’è la confusione, perché ancora una volta la legge è stata fatta, ma funziona solo sulla carta. E così c’è chi dice che questo articolo non si applichi in alcuni casi – quelli di chi il vino lo somministra, come nel caso di un’enoteca con mescita, appunto, o di un ristorante. E intanto chi il vino lo dovrebbe ordinare, soprattutto ora che è Natale e che il vino andrebbe venduto anche come regalo, si blocca. Aspetta. Per sicurezza, per non avere altri problemi. Che tanto un po’ di magazzino da cui attingere c’è sempre. Così in giro anziché avere maggiore tranquillità, maggiore certezza, i produttori si limitano a prendere atto delle vendite perse.
E allora, ancora una volta, anziché stimolare i consumi, anziché stimolare la ripresa, ecco anche l’articolo 62 a bloccare tutti, a mettere anche noi, di conseguenza, in stand-by. In attesa di capire. Perdendo magari delle belle occasioni.

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