• Sul blog americano Wineloverspage, Cornelius Duarte parla del nostro Vin del Fattore

    Sul blog Wineloverspage.com, il blogger Cornelius Duarte parla del nostro Governo Toscano IGT Vin del Fattore. Di seguito la traduzione del suo bell’articolo.

    Ritorno al futuro nel vino italiano

    scansano2-photoIn passato, quando gli agricoltori raccoglievano le uve, lasciavano i grappoli meno maturi sulla pianta. I grappoli maturi erano raccolti successivamente e fermentati. Dopo 6-8 settimane si raccoglievano i rimanenti, venivano poi pressati e aggiunti all’uva già in fermentazione per cominciare un secondo turno di fermentazione e aiutare la fermentazione malolattica. Di conseguenza si riusciva a usare meglio l’uva e si otteneva un vino più morbido e fruttato che era pronto per essere bevuto prima del normale Morellino di Scansano. Per i poveri agricoltori, questo era molto importante.

    Il vino che ho assaggiato era un 2014 Governo All’Uso Toscana IGT, un blend di Sangiovese (85%) e Merlot (15%). Distribuito come Vin Del Fattore Sangiovese Toscano, questo vino in futuro avrà solo uve Sangiovese. Nel 2014, problemi con l’annata hanno reso necessaria l’aggiunta del Merlot. Le uve di Merlot sono state raccolte e poste in casse aerate dove hanno perso il 15% del loro peso. Il Sangiovese è stato raccolto a mano e vinificato a bassa temperatura con una macerazione sulle bucce di 4-6 giorni. Dopo aver perso il peso desiderato, le uve di Merlot sono state pressate e poi dopo aver raggiunto la piena fermentazione sono state aggiunte alle uve di Sangiovese già fermentate. È partita una seconda fermentazione con la fermentazione malolattica iniziata al termine della fermentazione primaria. La maturazione è andata avanti per tre mesi in contenitori di acciaio inox.

    Detto questo, com’era il vino alla degustazione? Il Governo ha un colore rubino intenso con un naso di frutta e spezie. Al palato ha una media struttura ed è secco con un finale molto lungo e pieno. Gli ho dato 90/100 e sono curioso di assaggiare il 2015 che dovrebbe essere più strutturato. Il Governo è un ottimo accompagnamento per piatti a base di carne o primi piatti con sughi di carne. Dovrebbe essere bevuto entro 2-4 anni. Un’altra grande proposta dai Vignioli del Morellino di Scansano. A partire da febbraio 2016 è disponibile da Astor Wines a New York.


  • Il nostro Vignabenefizio sulle pagine di Spaziovino

    Schermata 2015-09-22 alle 17.38.22Pochi giorni fa, sul sito in Spaziovino.com si è parlato del nostro Morellino di Scansano Vignabenefizio. All’interno di questo sito in russo, infatti, è in corso il Project DOC 365 in cui per ogni giorno dell’anno presentano un vino. Per ogni vino si presenta prima la zona e la sua storia, e poi il vino. Così abbiamo pensato di tradurlo per voi (sperando di rendere giustizia all’articolo originale). Ecco quanto dicono della nostra cantina.

    Quando in Maremma negli anni Ottanta crebbe l’ondata di produttori di qualità, i Vignaioli del Morellino di Scansano furono una delle forze principali. La cooperativa, costituita nel 1972, ha investito molto nella nuova produzione e cura dei vigneti, così come nel cambiare la mentalità dei suoi agricoltori. La reputazione attuale è in gran parte merito del Presidente Benedetto Grechi, attraverso cui la società si sta sviluppando costantemente negli ultimi trent’anni.
    Ora i Vignaioli del Morellino di Scansano hanno 470 ettari di vigneti, suddivisi tra 150 membri. I vini Morellino di Scansano sono alla base della gamma. Tra questi, il Vignabenefizio è prodotto da un singolo vigneto. Cresce fino a un’altezza di 150 metri, e il suo terreno è composto da sabbia e limo. L’età media delle viti è di 15 anni, il prodotto è raccolto a fine settembre. Vino composto da Sangiovese, con l’aggiunta di un 5% Cabernet Sauvignon. La fermentazione avviene in tini d’acciaio e la maturazione in barrique nuove e usate per 6 mesi. Seguono 3 mesi in bottiglia.

    Colore rosso rubino limpido. Pulito, profumi ben definiti tra cui soprattutto accattivanti toni floreali di viola e rose. Seguono note di ciliegia matura, balsamiche, rinfrescanti, e speziate. Il palato è morbido, il gusto equilibrato e rotondo, dominato da ricordi di frutta matura. I tannini sono vellutati, non pesanti. Il finale è di media lunghezza e si completa con sfumature del cioccolato al latte. Stile facilmente riconoscibile di vino Morellino di Scansano. Servire con pasta e verdure con salsa di pomodoro, e piatti di carne mediamente strutturati. 3,5 stelle

    Ed ecco infine come viene presentata la zona del Morellino di Scansano e la sua lunga storia di vocazione alla viticoltura, che va indietro fino ai tempi degli Etruschi.

    Morellino di Scansano – una delle zone della Toscana meridionale specializzate nel Sangiovese. Il suo centro è la città di Scansano, in provincia di Grosseto. Morellino è il nome usato localmente per il Sangiovese. La denominazione a origine controllata è valida a partire dalla fine degli anni Settanta, e nel 2006 il suo status è stato cambiato da DOC a DOCG e riguarda la produzione di solo vino rosso.

    La coltivazione della vite a Scansano e nelle terre circostanti risale all’antichità. Nel primo millennio a.C., gli Etruschi hanno vissuto qui ed erano viticoltori qualificati. Il loro lavoro è confermato dagli strumenti per i lavori di potatura dei vigneti e per la vendemmia trovati dagli archeologi a Ghiaccio Forte.

    I proprietari medievali – feudatari e chiesa – erano ben consapevoli del valore economico e sociale dei vigneti. Un terreno con le viti si distingueva dagli altri terreni agricoli e dovevano sottostare a regolamenti speciali. Ad esempio, negli statuti del Castello di Cotone, di Montorgiali e di Scansano erano prescritte regole severe a tutela dei vigneti: ad esempio se gli animali danneggiavano le vigne, i proprietari del bestiame erano costretti a pagare delle ammende.

    I primi rapporti dettagliati sulla produzione di vini locali risalgono agli inizi del XIX secolo. Nel 1813 il sindaco di Scansano, in una lettera al viceprefetto di Grosseto riferì che l’ultima vendemmia aveva prodotto più di mezzo milione di litri di vino, la maggior parte era superiore alla media. In un memorandum del 1847, Luigi Villafranca Giorgini della Società Agricola di Grosseto, riferì che nel giardino botanico di Pisa c’era una vite alta cinque cubiti (2,92 m) e con una circonferenza di 4 cubiti (2,36 m). Fu portata a Villa Castagneta, vicino a Scansano.

    Alla fine del XIX secolo, una relazione sullo sviluppo dell’agricoltura, dell’industria e del commercio in provincia di Grosseto (1884) osservò che i vini di maggiore qualità si producevano a Magliano, Scansano e Pereta. Le loro terre sono incluse nell’attuale zona vinicola. Confermando la tradizione enologica radicata a Scansano, dal 1969 si celebra la festa della vendemmia, chiamata Festa dell’Uva. Si svolgono in una dozzina di cantine medievali, un ulteriore prova della storia vinicola di Scansano.

  • La passione dei Vignaioli del Morellino di Scansano

    Neil Duarte – autore di questo bel reportage dedicato ai Vignaioli del Morellino di Scansano e pubblicato su WineLoversPage.com

    Questo mese, Neil Duarte ha raccontato la sua visita da noi in cantina sulle pagine di WineLoversPage. L’articolo originale è in inglese e lo trovate qui. Abbiamo però pensato di tradurlo per voi. Le foto scattate in cantina sono di sua moglie Terry. Buona lettura!

    La Toscana è molto nota agli amanti del vino italiano per molti eccellenti vini rossi tra cui il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico e il Vino Nobile di Montepulciano, tutti prodotti nelle zone interne della regione, a partire da poco più a nord di Siena, verso sud, e le cittadine di Montalcino e Montelpulciano. Tuttavia, se conoscete solo questa zona, avete perso un’altra splendida parte della Toscana che si trova a sud-ovest di quest’area dove pure si produce eccellenti vini.

    Nella provincia di Grosseto, che confina con il Mediterraneo, si trovano le colline che circondano la città di Scansano. Grosseto, meglio conosciuta come la patria dei cowboy e dei ranch italiani, produce anche numerosi vini bianchi e rossi degni di nota. Una delle cantine che sta emergendo per la qualità della produzione, in questa zona, è la Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, che si trova subito a ovest del paese di Scansano. La cantina, fondata nel 1972, è una cooperativa con circa 150 soci le cui vigne si trovano sulle colline attorno a Scansano. Dai circa 500 ettari coltivati dai propri soci, la Cantina del Morellino produce circa 2,5 milioni di bottiglie ogni anno. Ci sono due linee di produzione, una destinata alla grande distribuzione e un’altra alle enoteche.

    La nostra visita a fine settembre è iniziata con un tour della zona di produzione dove erano tutti molto impegnati con la consegna delle uve da parte dei vari soci. Sergio Bucci, il Direttore della cantina, ha guidato il tour e spiegato come opera la cantina. Le uve consegnate da ogni socio vengono testate sul momento in base a diversi indici di qualità sulla base dei quali si basa il pagamento. Dopo che i test sono completati, le uve sono accettate e spostate nelle diverse aree per la spremitura e la successiva fermentazione.

    Dopo il nostro tour ci siamo spostati nella zona di degustazione dove abbiamo iniziato ad assaggiare i vini di alta gamma della Cantina del Morellino. Abbiamo iniziato con il 2013 DOC Bianco di Pitigliano “Rasenno”, un blend di 80% Trebbiano, 10% Malvasia, 5% Sauvignon Blanc e 5% Chardonnay. Dopo la spremitura a freddo, la fermentazione avviene a 16°C in vasche di acciaio inox. Riposa sulle fecce fini per tre mesi. Il risultato è un vino giallo paglierino molto delicato, con un naso delicatamente fruttato e una breve chiusura. Il Rasenno è un vino da bere giovane e dà il meglio nei climi più caldi. La temperatura di servizio suggerita è 10-12°C (50-54°F). Il mio punteggio era 85. 

    Il nostro secondo vino bianco era il 2013 IGT Vermentino Toscano, un blend di 95% Vermentino e 5% Sauvignon Blanc. Il Vermentino ha seguito la stessa spremitura e maturazione del Rasenno, in vasche di acciaio inox. Il vino è un giallo paglierino con un naso molto delicato. Il finale è di media lunghezza e molto piacevole. Anche questo va servito a 10-12°C e bevuto da giovane (entro i due anni). L’ho giudicato un esempio molto buono di Vermentino, 89 punti.

    A questo punto ci siamo spostati ai vini rossi. Il nostro primo rosso era il 2013 IGT Scantianum, 13%, un blend di 85% Sangiovese, 5% Cabernet Sauvignon, 5% Merlot e 5% Syrah. La vinificazione si tiene a massimo 27°C con macerazione sulle bucce per quattro giorni. Il vino viene poi svinato senza contatto successivo con le bucce. La maturazione ha luogo in acciaio inox con le fecce fini per tre mesi. Il risultato è un vino di colore granato con un naso piacevolmente fruttato. Il finale è delicato ma piacevole. Questo vino giovane va bevuto entro i due anni dall’imbottigliamento e gli ho dato 87 punti. Non sovrasterà nessun piatto di pasta o piatto delicato di carno e andrebbe servito a 16°C (61°F).

    Successivamente abbiamo provato il 2013 DOC Maremma Toscana “Capoccia”, un blend di 85% Cillegiolo e 15% Alicante. Dopo la pressatura delle uve viene macerato a caldo (35°C) per dodici ore, seguito dalla fermentazione a 27°C. Viene svinato dopo quattro giorni e la fermentazione malolattica si completa a contatto con le fecce fini. Il Capoccia invecchia in acciaio inox per tre mesi, seguiti da almeno tre mesi in bottiglia. Il vino ottenuto è di colore granato, con un naso fruttato e floreale. Il finale è di media lunghezza e il mio punteggio era 88. Un altro vino da bere entro i due anni, andrebbe servito a 16°C.

    Il nostro terzo rosso era il 2013 DOCG Morellino di Scansano “Vin del Fattore”, 13.5%, un blend di 95% Sangiovese e 5% Alicante. La macerazione e la fermentazione sono le stesse del Capoccia con l’aggiunta di due settimane a contatto con le bucce per una maggiore estrazione del colore. La maturazione avviene per tre mesi in acciaio inox seguita da altri sei mesi in bottiglia. Il vino aveva un colore granato pieno con un naso delicatamente fruttato. Il finale era lungo e pieno e l’ho giudicato un ottimo esempio di Morellino di Scansano a 90/91. Sarà ancora meglio tra uno o due anni. Il Vin del Fattore andrebbe servito a 16-18°C.

    Il quarto vino rosso era il 2012 DOCG Morelino di Scansano “Vignabenefizio”, 13.5%, un blend di 95% Sangiovese e 5% Cabernet Sauvignon da vigne a un’altitudine più elevata. Questo vino segue in generale la stessa macerazione e fermentazione del Vin del Fattore ma la maturazione del vino include sei mesi in barrique di rovere francese seguiti da almeno tre mesi in bottiglia. Il risultato è un vino dal colore granato pieno e un buon naso, con un finale di media lunghezza e di grande piacevolezza. L’ho giudicato un vino eccellente, da 92 punti.

    L’ultimo vino era il 2009 DOCG Riserva Morellino di Scansano “Sicomoro”, 14%, 100% Sangiovese da vigne di 40 anni. La macerazione e la fermentazione seguono lo schema generale del Vignabenefizzio. La maturazione ha luogo in barrique di rovere francese per diciotto messi seguita da tredici mesi in bottiglia. Il vino è un rubino pieno, con un naso di spezie e cuoio. Questo vino eccellente aveva un finale lungo e di grande piacevolezza, 93 punti.

    Dopo la nostra degustazione il Signor Bucci ci ha invitato a pranzo con i dipendenti nella sala da pranzo della cantina, un’ottima opportunità per conoscere lo staff e discutere con loro dei loro vini eccellenti. Ringrazio il Signor Bucci dell’eccellente ospitalità che ci ha riservato durante la nostra visita e consiglio vivamente i vini della Cantina del Morellino. Flat Creek Enterprises LLC a Marble Falls, TX inizierà presto a importare diversi di questi vini.

    Marzo 2015

  • Se la coop ragiona come o meglio di un privato

    Siamo molto felici di segnalarvi questo articolo approfondito apparso sul Corriere Vinicolo. Lo spunto è nato dalla nostra iniziativa dell’anno passato in cui abbiamo offerto di pagare i piccoli produttori che non sono membri della nostra cantina 100 euro a quintale per le loro uve. Di questa iniziativa abbiamo parlato qui.

    Potete scaricare il pdf completo a questo link (il file purtroppo è un po’ pesante, meglio non aprirlo con uno smartphone).

  • Il nostro Bianco di Pitigliano Rasenno 2011 sulle pagine de Il mio vino


    This cooperative winery, founded in 1972, today has a list of 150 member growers farming an extensive and varied range of terrains.
    The member growers’ vineyards fall within the Bianco di Pitigliano DOC zone.
    THE WINE
    Vibrant pale straw shot through with pale green highlights; fragrantly intense apple-like aromatics lifted by summer flowers and entrancing suggestions of citrus; plush, mid-bodied sensations on a long-lingering palate graced with attractive savoriness.
    TRY IT WITH…
    A food-flexible white that goes well with fishbased starters, such as shrimp cocktail, and fish pastas and rice dishes, like Livorno-style red mullet, and white meats.