Concentrare le forze, ridurre gli interlocutori: eccola la chiave di lettura per promuovere il vino della Maremma. Ne discutiamo da mesi e stiamo approfondendo sempre più l’argomento. Gli sviluppi più recenti ci sono stati questa settimana, durante un incontro che abbiamo organizzato in cantina con il nostro Presidente, Benedetto Grechi, e Gianni Lamioni (Camera di Commercio di Grosseto), Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Confragricoltura), Francesco Viaggi (Coldiretti) ed Enrico Rabazzi (Cia).
L’idea era già stata lanciata dal presidente della Provincia, Leonardo Marras, ed è stata immediatamente condivisa anche da noi e dagli attori principali presenti sul territorio. Il nostro obiettivo comune è quello di ridurre le strutture aventi finalità di tutela e promozionali nella provincia di Grosseto concentrando gli sforzi su un unico consorzio di tutela di secondo livello. In altre parole, un mega consorzio di tutela del vino maremmano, destinato a rilanciare una delle produzioni più importanti del territorio maremmano. Convergere le forze territoriali per la valorizzazione della vitivinicoltura garantirebbe una maggiore efficienza e permetterebbe inoltre di intercettare più facilmente un quantitativo maggiore di fondi, soprattutto in un’ottica di internazionalizzazione del prodotto vino. Insomma, è tempo di valorizzare la Maremma come brand riconoscibile in Italia e fuori dai nostri confini.
Il consorzio, così come immaginato, dovrebbe essere concepito come una unica struttura di coordinamento, la cui finalità è quella di concentrare tutte le risorse, di organizzarle e di utilizzarle al meglio, seguendo una logica di sviluppo, evitando inutili moltiplicazioni non sinergiche. Infatti è palese che molte iniziative legate al mondo del vino, singolarmente encomiabili, nel corso del tempo, si siano indebolite, non coordinandosi e non riuscendo nella finalità di promozione che si erano prefissate.

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