• Eclissi con Gusto

    Venerdì 27 luglio, in occasione dell’eclissi lunare visibile dall’Italia, abbiamo organizzato una serata particolare dal titolo Eclissi con Gusto per guardare insieme le stelle dalla nostra cantina, a Scansano (Grosseto).

    A partire dalle 18.30 sarà possibile visitare la cantina. Seguirà l’apericena con degustazione dei nostri vini e con il sottofondo della band “O Sole” (Paolo Mari, David Domilici e Michele Santinelli) in un tributo a Pino Daniele. Tutto questo in attesa di osservare l’eclissi lunare, dalle 22.00 in poi, insieme all’astrofilo Roberto Patrocchi dell’Osservatorio Astronomico di Grosseto.

    Il costo a persona è di 15 euro.
    Per i bambini sotto ai 6 anni l’ingresso è gratuito.
    Per i ragazzi fino a 16 anni il costo è di 8 euro.

    Per partecipare a Eclissi con Gusto è consigliata la prenotazione con messaggio Whatsapp +39 388 8700238 o via telefono + 39 0564 507288.

    Prenotazioni fino a un massimo di 90 persone.

     

  • Ricette autunnali e vini dalla Maremma

    zucca e zuccheÈ arrivato l’autunno. Tempo di accendere il caminetto, per i fortunati che l’hanno in casa, e rinnovare il menu casalingo tenendo conto degli ingredienti di stagione. Tra questi, le ricette autunnali prevedono in particolare l’uso di castagne, zucche e funghi.
    E quale vino scegliere? In realtà, ognuno di questi prodotti ha caratteristiche che richiedono attenzione nell’abbinamento.

    Partiamo dalla zucca

    A prescindere da come la cuciniamo, la zucca ha notoriamente una spiccata tendenza dolce. Tant’è vero che nel mantovano la sposano con un po’ di Grana Padano e di amaretti per bilanciarne la dolcezza. E in generale la zucca che si tratti di uno sformato o di un risotto, verrà arricchita con un formaggio ma anche un po’ di salsiccia, e aromatizzata con erbe come salvia e rosmarino (magari gratinata).
    Una vellutata di zucca, arricchita con un po’ di Parmigiano Reggiano, amaretti sbriciolati e qualche strisciolina di guanciale soffritto riempirà la casa di aromi e di calore a contrastare l’autunno. Qui invece trovate tre ricette semplici: zucca al forno con la provola, gratinata, oppure con i fagioli.
    E gli abbinamenti? Per gli abbinamenti si punterà a vini che tengano conto delle ricette nel loro insieme. Ad esempio se alla zucca aggiungiamo del formaggio e delle erbe, l’abbinamento suggerito cadrà su un bianco aromatico e fresco al tempo stesso, dove l’aromaticità si sposerà con quella della ricetta, e la freschezza bilancerà la grassezza del formaggio e la dolcezza della zucca. Ad esempio con un Viognier. Ma pure un rosso leggero andrà bene, soprattutto se alla zucca si aggiunge un po’ di salsiccia, o i tortelli di zucca si servono col ragù, un po’ come si fa in Maremma con quelli di ricotta. E allora benissimo questo, tra i nostri Morellino di Scansano.

    Anche le castagne fanno venire in mente subito l’autunno

    castagneChe le abbiate raccolte voi stessi andando in giro per boschi, o acquistate più comodamente in un negozio di frutta e verdura, basta metterle in una padella bucata sopra il fuoco o abbrustolite nel forno per fare subito autunno. E allora non possono mancare nelle nostre ricette autunnali. Come abbinarle? Il più classico, ormai, degli abbinamenti, è il Novello, che uscirà proprio nelle prossime settimane. Ma in Maremma di ricette ce ne sono tante. Ad esempio si usa fare il Coniglio in padella, arricchito poi con un po’ salsiccia e le castagne precedentemente abbrustolite. Oppure le quaglie farcite con le castagne (bollite prima, schiacciate in una purea, e mischiate con un soffritto a cui vengono aggiunte anche un po’ di prugne). In entrambi i casi, l’abbinamento può andare con un rosso di media struttura, come il Morellino di Scansano Roggiano, ad esempio, ma anche il Vin del Fattore Governo all’Uso Toscano. E se invece le castagne le volete usare per farcire i tortelli, allora vanno di nuovo bollite, e per fare la farcia impastatele con uova, spezie e qualche seme di finocchio, da aggiungere anche alla fine della cottura, col burro fuso. È una ricetta antica maremmana, diffusa ancora oggi attorno a Saturnia.

    E con i funghi?

    Anche i funghi non possono mancare tra le ricette autunnali. I funghi, quando si parla di abbinamento, sono una questione delicata, perché sono proprio loro che sonoporcini delicati! I funghi infatti non vanno d’accordo con vini aspri o molto tannici o amarognoli. Per questo, ad esempio con una zuppa di funghi, magari servita su crostini di pane raffermo, meglio optare per un Rosato, o ancora un bianco morbido come il Bianco di Pitigliano o il Trebbiano. Ma se invece la ricetta si fa più ricca, e magari include anche il re dei funghi, il porcino, come nei tagliolini ai funghi porcini, o in un risotto magari sfumato col vino, o ancora con la polenta, allora benissimo anche il Morellino, e persino una Riserva come il nostro Sicomoro, o il Roggiano Riserva, dove i tannini sono anzi ammorbiditi dall’affinamento in botte. E questo vale anche per una ricetta più semplice, ma ugualmente gustosa, come i porcini alla griglia, dove è la cottura, a rendere più “forte” il piatto.

  • La Pasqua in Maremma tra sacro, profano e mangereccio

    A Pasqua in Maremma è tradizione colorare le uova e farle benedire

    Fonte Pixabay

    La Pasqua si avvicina e porta con sé tutta una serie di tradizioni, alcune marcatamente legate alla religione, altre meno. E visto che da buona consuetudine italiana le feste si celebrano anche a tavola, ecco un breve racconto di come è celebrata la Pasqua in Maremma, nelle cerimonie ma pure col cibo.

    Processioni e riti religiosi

    La Settimana Santa è per tradizione ricca di cerimonie che riprendendo i momenti topici del Vangelo, preparano i fedeli alla celebrazione pasquale. Queste tradizioni cominciano con l’inizio della quaresima e raggiungono l’apice nei giorni a ridosso della Pasqua. È il caso in Maremma della veccia (la vicia sativa), una leguminosa spontanea che viene tradizionalmente piantata all’inizio della quaresima e, coltivata al buio per farla diventare bianca, viene poi portata in chiesa il Giovedì Santo per abbellire l’altare. Tra le manifestazioni religiose che si svolgono in giro per la Maremma grossetana abbiamo poi la processione del Cristo morto, che si tiene in molti paesi, da Castel del Piano a Porto Santo Stefano, da Santa Fiora a Tirli passando ovviamente anche per Scansano. Durante la processione, al sottofondo funereo delle bande, i fedeli portano a braccia il Cristo. Altre rappresentazioni rievocano invece la passione e la Via Crucis, come a Roselle o Montorgiali. A queste si aggiungono i festeggiamenti della Domenica di Pasqua, come a Porto S. Stefano dove all’alba durante la processione si attraversa il paese e benedice il mare.

    La benedizione delle uova

    Tra i riti che precedono la festa della Pasqua in Maremma c’è pure quello della benedizione delle uova, nel giorno del Sabato Santo. L’associazione tra uova e festività pasquali c’è sempre stata. In realtà, ancor prima del cristianesimo l’uovo simboleggiava la rinascita della natura, il passaggio dall’inverno alla primavera. Come in tante altre occasioni il cristianesimo ha preso a prestito tradizioni preesistenti e le ha fatte proprie. E infatti la simbologia dell’uovo anche oggi è diffusa ben oltre i confini del cristianesimo: le uova sode appaiono ad esempio anche sulla tavola del Nowruz (nuovo giorno), le celebrazioni per il nuovo anno che in Iran e Afghanistan coincidono con l’equinozio di primavera.
    E in una cultura povera e contadina come quella maremmana, l’abbondanza delle uova in primavera diventava insomma un simbolo di ricchezza, un felice auspicio.

    La colazione pasquale

    schiacciata dolce tipico della Pasqua in Maremma

    La pizza di Pasqua nella versione di Tamara Giorgetti del blog Un pezzo della Mia Maremma.

    Come tradizione diffusa in giro per l’Italia, anche in Maremma è consuetudine festeggiare con la colazione pasquale. In questa occasione la tavola della colazione, un pasto che troppo spesso oggi consumiamo in fretta, si addobba da festa e tutta la famiglia si riunisce. Si tirano fuori i piatti e le posate delle grandi occasioni e sulla tavola appare un tripudio di prelibatezze: uova, capocollo e altri salumi, e poi la schiaccia (chiamata altrove in Toscana schiacciata), una focaccia dolce, ma poco dolce, che si abbina perfettamente con i salumi e viene preparata anche questa con abbondante uso di uova. La schiaccia è un dolce dalla lunga lievitazione (secondo alcune ricette ci vogliono circa 24 ore!), una sorta di pane dolce aromatizzato con l’anice, anche se poi, come spesso accade con ricette come questa, ogni località e ogni famiglia ha finito poi per fare la sua versione speciale. Ad esempio, nel blog dei Maremmans, Paola racconta la ricetta che è riuscita a recuperare chiedendo in giro ad amici e parenti; Tamara ne propone un’altra versione sul suo blog Un pezzo della mia Maremma in cui parte dal poolish, mentre Giovanna, in Acquacotta e Fantasia, di impasti ne fa addirittura cinque.

    E con il Morellino di Scansano?

    Beh, per chi vuole proseguire la giornata della Pasqua con un bel pranzo, o magari fare una scampagnata il Lunedì dell’Angelo, di ricette da preparare ce ne sono in abbondanza. Ad esempio con l’agnello, come da tradizione. Ne abbiamo raccontata qualcuno in quest’altro post, con i vini consigliati con ogni ricetta. Oppure la pasta fresca all’uovo, come i tortelli maremmani, che magari non saranno tipicamente pasquali, ma insomma, per i tortelli ogni occasione è giusta!

  • 10 cose da fare in autunno in Maremma

    laguna di orbedello

    Laguna di Orbetello – foto di Marco Bellucci (versione modificata, l’originale era in verticale)

    La Maremma è bella tutto l’anno. Sarà che è una terra poco urbanizzata, sarà che è un territorio vario, che offre mare, collina e pure montagna, arrivando fino all’Amiata. Così, anche in autunno vale la pena fare una gita nella Maremma grossetana, anche solo per un weekend, per apprezzarne la natura, la cultura, i sapori. Ecco dunque 10 cose da fare in autunno in Maremma:

    Terme di Saturnia, Cascata del Mulino.

    Terme di Saturnia, Cascata del Mulino. Foto di Roberto Ferrari

    1. Un bagno alle terme di Saturnia – il caldo se n’è andato, i bagni al mare sono un ricordo, ma alle terme di Saturnia ci si può immergere nell’acqua calda (dai 37 ai 45°C) tutto l’anno. È merito del territorio vulcanico del monte Amiata – lo sapevate che è un vulcano estinto, vero? A Saturnia c’è un resort dedicato ma c’è pure una sorgente ad accesso libero chiamata la Cascata del Mulino.
    2. Birdwatching nei parchi e nelle riserve naturali della Maremma. In questa zona e stagione si possono in particolare vedere gli uccelli migratori, sia quelli che in autunno sono di passaggio, sia quelli che vengono a svernare qui. Tra questi, il colombaccio, il tordo bottaccio, la beccaccia, lo scricciolo, il pettirosso, il fringuello. Ci sono diversi itinerari e modalità per visitare il Parco della Maremma e l’Oasi del WWF della Laguna di Orbetello.
    3. Una passeggiata a cavallo o in bicicletta – se oltre alla natura vi piace fare attività fisica (magari per poi godervi un bel piatto di tortelli maremmani o di pappardelle senza farvi inutili scrupoli) allora è possibile visitare il Parco della Maremma anche in bicicletta o a cavallo – da noleggiare in loco.
    4. Le sagre dedicate ai prodotti della stagione -L’autunno è una stagione di prodotti deliziosi, come le castagne e i funghi, una cucina ricca e piena di profumi che ci permette di consolarci dei primi freddi. Così, per celebrare questi prodotti, ogni borgo organizza sagre e feste. Di quelle di ottobre ne abbiamo già fatto un elenco qui, e a breve pubblicheremo anche la lista di novembre.
    5. Assaggiare la bruschetta con l’olio nuovo – la nostra terra è punteggiata di olivi tanto quanto di vigne. E proprio in queste settimane le olive raggiungono l’invaiatura – il momento in cui l’oliva inizia a cambiare colore, che poi è quello ideale per raccogliere questi frutti. Il tempo di decantare l’olio nuovo e… via! Pronti per assaggiarlo su una bella bruschetta fatta col pane locale.
    6. Ammirare i colori caldi autunnali della natura… – la tavolozza di colori offerta dalla natura, in autunno è un incanto di rossi, di ori e di gialli. Così, facendo una passeggiata all’aria aperta, ma anche spostandosi da un borgo all’altro, vale la pena fermarsi a fare qualche fotografia e soprattutto godere i colori di questa stagione.
    7. Novello Toscano dei Vignaioli del Morellino di Scansano

      Novello Toscano dei Vignaioli del Morellino di Scansano

    8. … ma anche i tramonti rosso fuoco verso il mare! – e se verso sera ancora non ne avete abbastanza, di colori caldi, dalle colline della nostra zona provate a guardare verso il mare: vedrete il sole che si tuffa al tramonto, tingendo il cielo di rosso. E quando il cielo è sereno, e magari tira un po’ di vento, la vista va anche oltre il nostro amato Argentario e l’occhio attento riesce a scorgere l’Elba, e pure la Corsica.
    9. Un piatto di pappardelle al cinghiale o con i funghi – e se non trovate una sagra che faccia al caso vostro, ogni occasione è buona per visitare una trattoria della zona e provare delle deliziose pappardelle col sugo di cinghiale. Un piatto che con il fresco dell’autunno diventa ancora più appetitoso. Ovviamente in abbinamento al Morellino di Scansano!
    10. Una gita in cantina – Carducci, non lontano da qui, cantava di ribollir di tini, a San Martino. Per rendere onore a lui ma anche al Morellino di Scansano, perché non organizzare una bella visita in cantina? Certo, i vini della nuova vendemmia non sono ancora pronti – ma vedi il punto 10 – però visitare una cantina in questo periodo, sapendo che il vino si sta preparando al suo esordio, nei prossimi mesi, ha sempre il suo perché.
    11. Assaggiare il Novello – esce a fine ottobre, ed è il primissimo vino della vendemmia appena chiusa a uscire in commercio. Un vino giovane, fresco e schietto, perfetto da abbinare con le castagne, magari davanti a un caminetto acceso, col sottofondo della legna che scoppietta.
  • Eventi a ottobre in Maremma, nella terra del Morellino di Scansano

    porcini-hb-brinkmann

    Porcini – foto di H.P. Brinkmann

    È appena iniziato l’autunno e la vendemmia volge al termine. Mentre arrivano le prime piogge e le campagne prendono a colorarsi di rosso e di oro, vi segnaliamo una serie di eventi che si terranno in Maremma, e in particolare nella zona di produzione del Morellino di Scansano (o comunque vicino) e che possono offrire un motivo in più per venire dalle nostre parti in queste settimane.

    Sagre

    (per chi vuole gustare i sapori della nostra terra)
    • Caldana, 3-4 e 10-11 ottobre – Festa d’autunno, sagra dei prodotti tipici di stagione (polenta, castagne, vino, funghi e cinghiale). Info qui.
    • Cinigiano – 2-4 ottobre – Festa dell’Uva, cantine aperte, corteo storico, degustazioni e stand enogastronomici, sfilata dei carri allegorici. Info qui.
    • Montorgiali (fraz. di Scansano) – il 2-3 e 9-10 ottobre – Sagra del maiale, al campo sportivo in loc. Bivio con stand gastronomici.
    • Roccalbegna – 17 ottobre – Sagra della biondina (il nome usato localmente per le castagne). Stand gastronomici con piatti tipici legati alla castagna. Spettacoli e giochi popolari.
    • Scansano – 30 ottobre – 1 novembre  – L’Antica Contrada il Dentro organizza la Festa d’Autunno, con piatti a base di castagne, in abbinamento col Morellino di Scansano (ovviamente!), musica e laboratori 
    • Orbetello – 29 ottobre – 1 novembre – Gustatus, evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche della Maremma e alle tradizioni culturali e folkloristiche locali: degustazioni guidate, laboratori, conferenze, con tutte le aziende più rappresentative del territorio provinciale (ci saremo anche noi con il nostro Roberto).

    Natura

    (per chi ama stare all’aria aperta)
    • Alberese – Parco della Maremma – corsa a piedi l’11 ottobre con il Trail Parco della Maremma TPM (lunghezza 23 km) e passeggiata libera (per i non corridori) di 16 km con WALK’N THE PARK “WNTP”. Inoltre continua il concorso “Le stagioni del parco” e ovviamente il tema, adesso, è l’autunno. Maggiori info qui.

    Arte

    (per quando piove e non solo)
    • Sovana – dal 1 ottobre al 2 novembre 2015, gli Etruschi in 3D, mostra multimediale dedicata a questo popolo cui dobbiamo l’inizio della viticoltura nella nostra zona. La mostra sarà aperta tutti i giorni tranne il giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Costo del biglietto 2,00 euro.
    • Grosseto – fino al 18 ottobre 2015, Ritratti di Maremma, dall’archeologia alla fotografia, con fotografie appartenenti all’Archivio Fratelli Gori, presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

     

  • Il festival “I luoghi del tempo” in Maremma

    i-luoghi-del-tempoTorna il festival I luoghi del tempo con il consueto format che valorizza luoghi inconsueti e poco noti del territorio della Maremma per creare incontri con intellettuali, scrittori, artisti, attori, musicisti e giornalisti. Come nelle passate edizioni, questi luoghi suggestivi faranno da scenario a passeggiate, concerti, interviste e degustazioni (e ci saremo anche noi!). Un modo in più per conoscere la ricchezza della Maremma.

    Quest’anno le destinazioni del festival I luoghi del tempo saranno: il Granaio Lorenese di Alberese, il sito archeologico etrusco in località Poggiotondo (Scarlino), la miniera di Niccioleta (Massa Marittima) e il sito rupestre in località San Rocco (Sorano), la miniera Marchi a Ravi e Roccastrada (tenuta La Pescaia a Sticciano scalo). Gli incontri si terranno dal 29 maggio al 2 giugno e poi ancora sabato 6 giugno e sabato 13 giugno.

    Come l’anno passato, anche quest’anno saremo presenti, in particolare nella serata del 2 giugno a Sorano, nella Via Cava di San Rocco. Sorano si trova su un pianoro di tufo affacciato sulla valle del Lente. Qui piccoli insediamenti ci furono già a partire dall’età del bronzo, prima ancora degli etruschi. Una via tagliata nel tufo, e quindi “cava”, venne poi scavata per portare fino al paese, tra grotte usate come necropoli e le rovine di un eremo. E nel 1600 gli abitanti di Sorano dedicarono a San Rocco, pellegrino verso Roma nel XIV secolo, una piccola cappella su questo sperone di tufo. Di seguito il programma dettagliato della serata:

    Martedì 2 Giugno
    via cava SAN ROCCO · SORANO
    ingresso libero

    ORE 18 · PASSEGGIATA
    Sentieri e briganti” con Marco Vichi (scrittore), Lorenzo Degl’Innocenti (attore), Pierandrea Vanni(giornalista), Alessandro Agostinelli (giornalista) Lara Arcangeli (direttore Sistema Museale Sorano)

    ORE 19.30
    Degustazione prodotti locali

    ORE 20 · CONCERTO
    Il Monumento” Peppe Voltarelli

    Produttori ospiti della serata:
    Azienda Agricola Riserno, Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, Consorzio olio extravergine d’oliva Scansano, Salumificio Mori

    Qui invece trovate il programma completo.

  • I Canti del Maggio in Maremma

    Ogni anno, in Maremma, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio si celebra una tradizione molto speciale, quella dei Canti del Maggio. In quest’occasione, in giro per le campagne, secondo la tradizione maremmana, gruppi di persone si spostano da un podere all’altro, indossando cappelli di paglia addobbati di fiori e cantando. In ogni podere portano infatti canti augurali e in cambio ricevono cibo: carne, salsicce, salumi, uova e, ovviamente, vino. Si chiamano maggerini, queste squadre di cantori.

    È un rito legato al culto degli alberi, ai rituali agresti, che festeggia l’abbondanza e, mentre la natura riprendere torna nel pieno della sua vitalità, vuole essere di buon augurio per il raccolto che verrà.

    In passato era particolarmente importante anche per la sua valenza sociale, perché i poderi in Maremma erano così distanti tra loro che i Canti del Maggio servivano anche per rafforzare i legami tra le famiglie, sia per lavoro che per le alleanze parentali (e matrimoniali!).

    Come tante altre tradizioni, nei decenni passati anche i Canti del Maggio hanno subito un periodo di crisi ma oggi continua a sopravvivere soprattutto grazie a eventi particolari che vedono il coinvolgimento di associazioni attente a valorizzare i canti popolari.

    In particolare, a Braccagni, la festa è un punto di riferimento e i gruppi si esibiscono a turno su un palcoscenico alternandosi a poeti estemporanei e cantastorie, anche nel pomeriggio del 1° maggio.

    Volete ascoltare qualche canto in anteprima? Cliccate qui.

    Per approfondire

  • Agnello, tradizioni pasquali e Morellino di Scansano

    buglione d'agnello

    Il buglione d’agnello – fonte donnamoderna.it

    Da un capo all’altro dell’Italia e non solo, è tradizione, a Pasqua, mangiare carne di agnello. La tradizione di mangiare l’agnello a Pasqua in realtà deriva dalla Pesach, la Pasqua ebraica. La Pesach ricorda l’esodo e la liberazione del popolo israelita dall’Egitto e il sacrificio dell’agnello si celebrava il 14 del mese ebraico di Nisan – l’agnello andava poi mangiato la sera stessa – la festa durava poi circa una settimana.

    Di ricette dedicate all’agnello ce ne sono svariate, cambiano i tagli, i tipi di cottura, le erbe e le spezie usate. Così abbiamo pensato di segnalarvene alcune semplici trovate online. Ad esempio la Spalla di agnello al cartoccio, profumata con prezzemolo, origano, cerfoglio (perfetta con il nostro Morellino di Scansano Roggiano Riserva), oppure l’Agnello alle erbe aromatiche, in questo caso usando alloro, salvia, rosmarino e anche qualche acciuga (da provare con il Morellino di Scansano Vignabenefizio), o ancora le Costolette di agnello in crosta di pistacchi (perché non abbinarle al nostro Vin del Fattore o al Roggiano?).
    Per chi tra voi invece ama sperimentare anche fuori confine, segnaliamo questo Tajine di agnello, piatto nordafricano che conta tra le spezie la curcuma e il cumino, o l’Agnello glassato al forno (o nel bbq coperto) con lo zenzero, da una ricetta sudafricana – per entrambi suggeriamo il Roggiano biologico.

    Ovviamente non potevamo non segnalarvi anche una ricetta maremmana a base d’agnello ed ecco quindi il Buglione d’Agnello.

    Questa ricetta in realtà si può preparare anche con altri tipi di carne, non solo con l’agnello, e il nome deriverebbe dal francese, boullion, vale a dire brodo, in cui la carne viene stufata per molte ore e il risultato finale abbonda di salsa. Il buglione è dunque uno stufato di carne cotta con vino bianco e pomodoro e servita con pane tostato. Le sue origini sono assai antiche, e risalirebbero addirittura al Medioevo. All’epoca però veniva fatto soprattutto con i tagli poveri: poter fare il buglione con una spalla d’agnello era un vero lusso, un piatto di festa! Noi ve lo consigliamo con il Morellino di Scansano Riserva Sicomoro che ben si abbina sia per la sua struttura, sia per la morbidezza che bilancia il pomodoro e per i tannini, presenti ma eleganti che si contrappongono alla succulenza del piatto.

    Tra le tante (la base è la stessa, cambiano un po’ le proporzioni, di volta in volta) abbiamo trovato queste due versioni, su Cookaround e su Donnamoderna (da cui abbiamo preso la foto in questo post).

  • La Porta Grossetana a Scansano

    porta-grossetana1 Di tanto in tanto ci piace raccontarvi anche un po’ le bellezze della nostra zona, sia paesaggistiche, archeologiche che architettoniche. Oggi vi parliamo della Porta Grossetana di Scansano, che potete trovare all’ingresso del centro storico, entrando da Piazza Garibaldi.

    Come tanti borghi della Maremma, anche Scansano ha avuto un periodo importante durante il medioevo, quando in particolare la zona faceva parte della proprietà degli Aldobrandeschi, del ramo di Santa Fiora, e i borghi venivano trasformati in castelli. A quei tempi, infatti, rivalità e alleanze costringevano le famiglie che possedevano la zona a convertire i borghi che sorgevano in cima alle colline in fortezze, circondandoli di cinte murarie e torri che avrebbero permesso di proteggerli da eventuali attacchi dei nemici. Il processo è chiamato appunto incastellamento.

    Furono proprio gli Aldobrandeschi a far costruire la cinta muraria attorno al borgo, tra il XII e XIII secolo. Come anche al Castello di Montorgiali, nel corso degli anni e poi dei secoli, queste cinte murarie hanno subito numerosi interventi di riqualificazione (di fatto già a partire dal Rinascimento, nel Cinquecento), con l’aggiunta di torri di avvistamento e, nel caso di Scansano, con la ricostruzione della porta di accesso al borgo.

    Se da un lato oggi le mura del borgo sono stata in gran parte incorporate nelle pareti esterne di alcuni edifici, la porta di accesso al centro storico del paese, sul lato occidentale, chiamata Porta Grossetana perché da lì si usciva dal borgo in direzione di Grosseto, è ben riconoscibile e in ottime condizioni, rivestita come in epoca rinascimentale di travertino. Al borgo si accedeva attraverso l’arco tondo tuttora esistente mentre sopra la torre è stato aggiunto nel XVI secolo un orologio. Da notare, in particolare, la serie di archetti pensili: archetti ciechi (non portano a nulla) il cui uso decorativo era particolarmente diffuso nell’architettura romanica in tutta Europa.

    Per Scansano la Porta Gporta-grossetanarossetana rappresenta sicuramente uno dei simboli più importanti e lo è anche per noi. Provate a guardare in alto, su questa pagina: notate una certa somiglianza con la porta raffigurata accanto all’omino col classico bigoncio?

     

  • Il Castello di Montorgiali

    Castello di Montorgiali

    Oggi vi presentiamo una delle tante bellezze della nostra zona. Il Castello di Montorgiali si trova nell’omonima località, all’interno del comune di Scansano. Oggi è suddiviso in abitazioni ma visitando il piccolo borgo si possono ancora notare degli elementi che ne ricordano bene la storia.

    La storia

    Le prime notizie documentate che riguardano il Ccastello risalgono al 1188 – quindi all’epoca medievale – e sono contenute all’interno della bolla che papa Clemente III diresse al vescovo di Grosseto, Gualfredo, inserendo nella sua diocesi il castello, la corte e il distretto Montis Orzalis. Il castello in realtà risalirebbe a molto prima, addirittura prima dell’anno 1000, quando gli Aldobrandeschi estesero il loro dominio fino ai confini laziali e al monte Amiata. Il complesso era dunque di proprietà dei conti di Montorgiali, vassalli degli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora.

    Nei secoli successivi il castello, così come la zona circostante, subì le conseguenze delle lotte tra gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena finché nel 1378 fu venduta a quest’ultima (i conti di Montorgiali, infatti, dopo essere stati vassalli degli Aldobrandeschi si schierarono a favore della repubblica senese). Ancora oggi lo stemma del leone del popolo di Siena si può notare sopra la porta d’entrata.

    Fonte: sito della Proloco di Montorgiali

    Il castello oggi

    La struttura del castello è rustica e costituita da diversi corpi uno accanto all’altro. Si riconosce ancora il fulcro, che aveva la funzione di cassero (torrione). Le finestre sono ad arco e disposte su tre livelli. In alcuni punti sono ancora visibili le feritoie e le mensole su cui si appoggiavano i piombatoi (che servivano a lanciare agli assedianti frecce, pietre o liquidi bollenti).

    Scopri altri luoghi da visitare nella nostra zona e la storia della Maremma grossetana.