• Le 10 migliori spiagge della Maremma

    Con l’arrivo della bella stagione, ecco che la Maremma diventa ancora più bella, se possibile, grazie alla possibilità di passare una giornata al mare. Qui in Maremma potete trovare spiagge uniche, spesso all’interno di riserve naturali, o spiagge con stabilimenti, più vicine ai centri abitati, ma ugualmente belle e più adatte a famiglie con bambini. Eccoci dunque a presentarvi la nostra personale lista delle 10 migliori spiagge della Maremma. Attenzione, non sono in ordine di bellezza ma speriamo possano incuriosire chi passerà le vacanze in Maremma.

    E dopo una giornata al mare, perché non chiudere con una bella degustazione al tramonto, e godere del fresco della cantina e della collina? Tutti i giovedì vi aspettiamo infatti a Scansano per la Morellino Experience, una degustazione dalle 18.30 alle 20.00 dei nostri vini con un piccolo abbinamento. Per sapere come partecipare, cliccate qui.

    Cala Violina – foto di kikko87 da Pixabay

    Golfo di Follonica

    Lungo il golfo di Follonica si possono trovare sia la spiaggia della città, con i suoi stabilimenti, sia spiagge più selvagge e naturali, specialmente nella località di Torre Mozza. La sabbia bianca e fine, il mare cristallino e la flora suggestiva fanno di questa lunga spiaggia la più bella della Maremma.

    Spiaggia Acqua Dolce, Porto Ercole

    Questa spiaggia è situata nel comune di Porto Ercole, lungo la costa del Monte Argentario. La presenza di numerosi ciottoli sulla battigia fa sì che l’acqua sia cristallina. Il fondale all’inizio è sassoso per poi diventare sabbioso. La visita a questa magnifica spiaggia incontaminata immersa nella natura maremmana è un’esperienza che consigliamo a tutti i turisti.

    Cala Violina

    La spiaggia di Cala Violina si trova nel comune di Scarlino, a nord di Punta Ala e a sud di Follonica. Nel cuore della costa maremmana, è immersa nella macchia mediterranea. Ci si arriva a piedi, con una facile passeggiata su un sentiero di 1,5 km. La splendida golena che circonda la spiaggia è chiamata Cala Violina per via del rumore: quando cammini sulla spiaggia il suono ricorda un violino. Qui l’acqua è limpidissima e la vista sui promontori circostanti è da mozzafiato.

    Spiaggia delle Rocchette

    Nel comune di Castiglione della Pescaia, poco più a sud di Punta Ala, trovate la Spiaggia delle Rocchette. Qui trovate sia stabilimenti balneari e bar che tratti di spiaggia libera. Il nome “rocchette” deriva dalla presenza di numerosi scogli a picco sul mare dove le persone possono prendere il sole e tuffarsi in acqua. La spiaggia è facilmente accessibile passando da Castiglione della Pescaia.

    Spiaggia della Feniglia

    La spiaggia della Feniglia si trova nel comune di Orbetello, è lunga 7 km e fa parte di una delle tre strisce di terra che collegano la terraferma al Monte Argentario. La spiaggia è sabbiosa e il fondale basso quindi più adatta per chi va con i bambini. Appena dietro la spiaggia ci si può addentrare nel parco naturale della Feniglia, e osservare la magnifica flora mediterranea. Anche la fauna locale merita una menzione, con tanti animali diversi tra cui daini e fenicotteri.

    Spiaggia delle Marze

    La spiaggia delle Marze si trova a nord di Marina di Grosseto, lungo la strada che va a Castiglione della Pescaia. È una lunghissima spiaggia libera inserita nel bellissimo scenario della Pineta del Tombolo. È lunga circa6 km e ampia fino a 100 metri. È per lo più una spiaggia libera, frequentata da sportivi e amanti della natura. Le Marze è conosciuta per le sue alte dune, coperte dalla vegetazione tipica che fiorisce in primavera. Si può raggiungere facilmente dalla strada che collega Marina di Grosseto a Castiglione della Pescaia: a circa metà strada, all’altezza del camping Le Marze, c’è il sentiero che porta alla spiaggia.

    Pineta a Cala Violina – foto di kekko87 da Pixabay

    Cala di Forno

    Situata dopo Marina di Alberese (venendo da Grosseto), si trova anche questa nello splendido Parco della Maremma. La spiaggia di Cala di Forno è una piccola spiaggia, affascinante per la natura selvaggia che caratterizza tutta la riserva naturale. Un tempo, il carbone prodotto nella vicina macchia partiva da qui, via mare, per Talamone e Castiglione della Pescaia. Attenzione: questa spiaggia è accessibile solo acquistando il biglietto presso il centro visite Alberese. Si fa poi un primo tratto in autobus, e a seguire un tratto a piedi ne vale veramente la pena.

    Spiaggia Acqua Dolce, Porto Ercole

    Situata nel comune di Grosseto, a pochi chilometri dal paese Alberese, la zona è accessibile mediante un passaggio a pagamento. Arrivare lì è un’esperienza gratificante grazie al paesaggio naturale che circonda l’area, ci si può immergere completamente nella realtà del Parco della Maremma osservando la flora e la fauna di quest’ultimo. La spiaggia è libera e accessibile a tutti, selvaggia ma anche ben tenuta e curata, tutti fattori che fanno di questa una delle spiagge più belle della maremma.

    Punta Ala

    Ubicata nel comune di Castiglione della Pescaia, a 10 km andando verso Follonica, Punta Ala è costellata di stabilimenti balneari sulla spiaggia ma allo stesso tempo immersa nella natura. La conformazione rocciosa delle coste circostanti fa sì che l’acqua sia cristallina. Sono presenti anche tratti di spiaggia libera dove è possibile sostare.

    Una curiosità: recenti scavi archeologici sui fondali riportarono alla luce molti reperti etruschi e romani spesso provenienti da antiche imbarcazioni inabissate nella zona.

    Capalbio

    La spiaggia di Capalbio è detta anche “ultima spiaggia” perché è l’ultima spiaggia Toscana prima di sconfinare nel Lazio. Ci si può facilmente arrivare mediante la superstrada che porta a Roma. Servita da ristoranti, camping e stabilimenti balneari, la spiaggia è ben tenuta e curata e adatta anche per famiglie con bambini. Il facile accesso alla spiaggia e i servizi fanno di questa una delle più belle spiagge della Maremma.

    Questo post è stato scritto con il contributo dei nostri tirocinanti Edoardo Calussi e Miguel Cagnani, iscritti al corso di Marketing Agroalimentare dell’ITS Eat di Grosseto.

  • Investire in sostenibilità ambientale: intervista a Sergio Bucci

    Gli investimenti fatti negli ultimi anni per la nuova cantina e l’apertura al pubblico con il wine shop non riguardano solo l’accoglienza. Negli ultimi anni, nell’ottica di rendere la cantina sempre più sostenibile, sono stati fatti anche molti investimenti in cantina e in vigna. In questa breve intervista il direttore della cantina, Sergio Bucci, ci spiega le scelte fatte e i primi risultati già visti.

    Che risultati ci sono stati finora grazie alle innovazioni adottate in vigna?

    Sergio Bucci, direttore della cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano

    I risultati concreti devono ancora venire ma le indicazioni sulla bontà della strada intrapresa sono evidenti. L’adozione di un preciso sistema di monitoraggio e previsione sta concretamente aiutando il nostro agronomo nel suggerire ai soci tempi e modalità di intervento in vigna e questo porta a limitare i trattamenti sia in numero che in quantità/tipologia di principio attivo. La sperimentazione dell’uso dell’ozono in vigna continuerà nel corso della prossima campagna per validarne l’attività. Ad oggi le analisi effettuate su vigneti trattati con ozono rispetto a testimone non trattato e a trattamento tradizionale hanno evidenziato l’efficacia di questo prodotto.

    Anche in cantina, negli ultimi anni, si è investito a favore della sostenibilità ambientale. Ci puoi dare qualche esempio?

    Gli impianti fotovoltaici sopra la cantina

    Lo studio sulla carbon footprint ha contribuito a evidenziare gli aspetti del ciclo produttivo che potevano essere migliorati e ci ha portato a valutare i nuovi acquisti con un’ottica diversa, legata non solo al risparmio al momento dell’acquisto ma anche (o soprattutto) a valutarne l’impatto nel corso di tutta la vita del macchinario o prodotto stesso. In tale ottica, l’adozione di un sistema automatico di gestione dei lavaggi della microfiltrazione e della riempitrice all’imbottigliamento ci ha permesso, ad esempio, di ridurre del 25% l’uso dei solventi e del 40% dell’acqua, oltre a un non computato risparmio energetico. La stessa tecnologia è stata adottata per i lavaggi delle linee ricezione dell’uva e del filtro tangenziale.
    In fase di vinificazione abbiamo sperimentato e poi adottato il sistema Air Mixing (Parsec) che utilizza macrobolle di aria sparate sul fondo dei serbatoi, al posto di follatori meccanici e pompe di rimontaggio. Questo sistema, oltre al lavaggio e rovesciamento del cappello di bucce, aiuta l’espulsione dell’anidride carbonica che si forma durante la fermentazione e contribuisce al raffreddamento del mosto in fermentazione, riducendo la richiesta di frigorie. In totale abbiamo stimato una riduzione del 20% dell’energia necessaria per una stessa quantità di prodotto fermentato.

    Similmente, la climatizzazione degli ambienti è stata progettata con recupero e riciclo dell’aria già trattata. Così possiamo minimizzare il lavoro di riscaldamento o raffreddamento. Anche la facciata degli uffici è stata progettata con vetrate che riducono drasticamente la necessità di illuminazione artificiale.

    Si può dire che la cantina e la vigna sono digitali?

    Le tecnologie adottate in cantina sono tutte gestite e controllate da palmari, i filtri e i lavaggi in cantina e l’imbottigliamento sono attivabili e gestibili da remoto. In vigna i dati vengono rilevati e inoltrati dai microcomputer Arduino e incrociati con dati satellitari e rielaborati da un processore Terrasystem.

    Progetti per il futuro?

    È recente la trattativa per un nuovo impianto di imbottigliamento di nuova concezione, ad oggi operativo solo in California. È una linea dove i vari macchinari dialogano tra loro e si adattano in base alle effettive necessità di produzione. Oltre a un risparmio energetico diminuirà sensibilmente il rumore, non essendo più previsti tavoli di accumulo dove le bottiglie sbattono tra loro ma nastri con motori ‘intelligenti’ che adeguano la velocità alla richiesta dei macchinari. Quindi oltre all’efficientamento, si otterrà un ambiente migliore per i lavoratori. La linea dovrebbe diventare operativa nella primavera 2020.

  • Vino e oroscopo: un abbinamento astrologico

    L’inizio dell’anno è per molti tempo di oroscopi. Che cosa avrà in serbo per il 2019? Senza perderci in rischiosi pronostici – sarebbe come prevedere come andrà la vendemmia già a luglio, o peggio ancora ad aprile – abbiamo pensato di associare invece a ogni segno zodiacale il vino che meglio si sposa. Per proporvi un abbinamento diverso… Un abbinamento astrologico, per così dire.

    Ecco dunque, segno per segno, i nostri suggerimenti.

    Ariete (21 marzo – 19 aprile)

    Dinamico e competitivo, l’Ariete ha un carattere entusiasta e indipendente, pronto a lanciarsi in nuove imprese. A fare l’apripista. Proprio come il nostro Ciliegiolo Capoccia!

    Toro (20 aprile – 20 maggio)

    Forti e affidabili, sensuali e creativi, i nati sotto il segno del Toro sanno essere grandi amici e danno grande valore all’onestà. Per questo abbiamo pensato al nostro Vignabenefizio, un Morellino di Scansano con una marcia in più, da sole uve Sangiovese.

    Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

    Curiosi e gentili, i Gemelli sono sempre ottimi comunicatori, dotati di spirito di adattamento. Quale abbinamento migliore che non con un versatile Vermentino San Rabano Brut, capace di sposare con le sue bollicine sia antipasti che primi piatti di pesce (e altro ancora)?

    Cancro (21 giugno – 22 luglio)

    Intuitivo ed emotivo, protettivo e generoso, il Cancro si sposa perfettamente col Morellino di Scansano Riserva Roggiano, rotondo e speziato ma sempre dotato di grande personalità.

    Leone (23 luglio – 22 agosto)

    Il Leone rispecchia appieno il carattere forte e determinato dell’animale da cui prende il nome. Sicuro di sé e impetuoso, si può rispecchiare nel nostro Morellino di Scansano Riserva Sicomoro.  

    Vergine (23 agosto – 22 settembre)

    Leale e gentile, attenta al dettaglio ma anche dotata di senso pratico (è un segno di terra, dopotutto) la Vergine si sposa bene col Bianco di Pitigliano Rasenno che dalla terra tufacea ricava il suo carattere.

    oroscopo e vino

    Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

    Socievole e diplomatica, equilibrata per definizione, la Bilancia si sposa perfettamente con il nostro Vin del Fattore: fruttato e accattivante, mette tutti d’accordo!

    Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

    Appassionato e ricco di risorse, ostinato e coraggioso, lo Scorpione trova il suo vino perfetto nel Vermentino Toscano Vigna Fiorini. Da vendemmia tardiva, è un concentrato di profumi che conquista con sapidità e freschezza.

    Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

    Estroverso e ottimista, generoso e divertente, il Sagittario non potrebbe trovare abbinamento migliore che con il nostro Rosato, versatile nell’abbinamento e sempre gioviale.

    Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

    Serio e tenace, indipendente e affidabile, il Capricorno ha il carattere determinato e sicuro del nostro Morellino di Scansano Roggiano.

    Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

    Profondo e fantasioso, originale e incapace di scendere a compromessi, ecco che l’Acquario si sposa perfettamente con il nostro Morellino di Scansano Roggiano Biologico.

    Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

    Romantici e saggi, evocativi ed empatici, ai nati sotto il segno dei Pesci consigliamo il nostro Viognier, di sicuro verranno conquistati dai suoi profumi.

  • Quei bollini misteriosi… a che servono le certificazioni in etichetta?

    Da molti anni lavoriamo affinché la qualità dei nostri prodotti sia certificata. Di certificazioni ne esistono molte. Alcune sono richieste per poter lavorare e vendere i propri vini, altre fanno parte di scelte che l’azienda prende autonomamente. Un esempio? Nel nostro caso, la certificazione sulla Carbon Footprint o l’adesione a VIVA Sustainable Wine: entrambe fanno parte del nostro progetto di sostenibilità ambientale. In un caso certificano l’impronta di carbonio, nel secondo un utilizzo ottimale e sostenibile delle risorse a disposizione (acqua, aria, territorio).

    C’è poi un’altra categoria, e riguarda le certificazioni richieste dal mercato, ad esempio per le esportazioni. Come nel caso dei certificati IFS e BRC per le ultime annate dei nostri vini che abbiamo ricevuto di recente. Si tratta di standard qualitativi cui abbiamo aderito da anni e attestano la sicurezza alimentare dei prodotti. Ecco in sintesi il loro significato:

    • BRC: il BRC Global Standard for Food Safety è nato nel 1998 per garantire che i prodotti a marchio siano ottenuti secondo standard qualitativi ben definiti e nel rispetto di requisiti minimi. I principali elementi sono l’adozione del sistema HACCP, di un sistema di gestione per la qualità documentato, il controllo degli standard adottati per gli ambienti di lavoro, i processi, il personale.
    • IFS Food (IFS sta per International Featured Standards): certifica la sicurezza alimentare del vino e la qualità dei prodotti e dei processi durante la lavorazione (incluso l’affinamento, invecchiamento) e l’imbottigliamento in vetro così come nelle bag in box.

    Visto da fuori, probabilmente non ci si immagina quanto lavoro ci sia dietro le certificazioni – documenti da redigere, analisi da effettuare… e tutto questo come se la burocrazia ordinaria cui sono sottoposte le aziende vitivinicole non fornisse già abbastanza grattacapi. E allora perché? A parte i casi in cui è il mercato stesso a richiedere le certificazioni, lo facciamo perché è un continuo stimolo a migliorare – migliorare i nostri vini e anche il modo in cui li produciamo. E poi, perché certificazione vuol dire sicurezza alimentare, e sicurezza alimentare vuol dire qualità.

     

     

  • Cooperativa o Consorzio? Un’infografica per spiegare le differenze

    cooperativa o consorzio

    Clicca sull’immagine per ingrandirla

    Cooperativa o consorzio? Sono in tanti infatti a scambiare queste due parole pensando che si tratti magari della stessa cosa. E quando si cerca informazioni per acquistare il proprio vino preferito può creare confusione e frustrazione, così abbiamo pensato di spiegarlo in questo post.

    Quali sono dunque le differenze tra cooperativa e consorzio, e quali i rispettivi compiti? Li abbiamo sintetizzati in una piccola infografica con pochi elementi che speriamo chiariranno le idee a tutti e risolveranno qualche dubbio.

    Partiamo dagli obiettivi:

    • Una cooperativa, come la nostra, ha uno scopo mutualistico, vale a dire che mette a disposizione dei soci tutti gli strumenti necessari a trasformare l’uva in vino. Ogni socio contribuisce con la sua quota e con le proprie uve. I soci, dunque, non hanno ciascuno una cantina di produzione ma usano tutti la stessa cantina dove sono presenti le attrezzature comuni. Alla fine dell’anno gli utili verranno suddivisi tra i soci.
    • Il consorzio, invece, ha come obiettivo la tutela e la promozione della denominazione di origine per la quale è stato istituito. Proprio per tutelare il prodotto, può effettuare controlli sui prodotti delle singole aziende, incluse le cooperative che ne fanno parte – ciascuno con la sua cantina. Inoltre si fa promotore del territorio attraverso la partecipazione a fiere, l’organizzazione di eventi, ecc.

    Immagine

    • I vini della cooperativa sono accomunati dallo stesso logo e della stessa immagine. A volte le etichette si possono differenziare per linea di produzione o canale di vendita (ad esempio supermercati anziché ristoranti) ma in generale tutti i soci di una stessa cooperativa avranno i vini con lo stesso logo aziendale.

    • Nel caso del consorzio, invece, ciascun produttore mantiene la propria immagine, anche sulla bottiglia. Non a caso se si va allo stand di un consorzio di tutela, si troveranno bottiglie di tante aziende diverse con immagini molto diverse tra loro.

    Distribuzione

    • Una cantina cooperativa si occupa di vendere i vini che produce. Così i soci che ne fanno parte contribuiscono con le loro uve, ma, una volta fatto il loro lavoro in vigna, non si devono preoccupare della commercializzazione e del marketing del vino. Ci penserà direttamente la cooperativa, distribuendo poi gli utili tra i soci.

    • Il consorzio, invece, pur occupandosi della promozione, non si preoccupa della vendita. Non è questo il suo compito: così anche a una fiera internazionale, saranno le singole aziende a contrattare con gli importatori – il consorzio avrà solo il ruolo di creare queste occasioni di incontro.