• Morellino Experience – tutti i giovedì fino a metà settembre

    Ogni giovedì, all’ora del tramonto, vieni a vivere la Morellino Experience!

    Tutti i giovedì, fino al 12 settembre, ti aspettiamo per la Morellino Experience, una visita in cantina con  degustazione per chiudere al meglio la giornata.
    L’evento ha inizio alle 18,30: dopo un tour della nostra cantina parteciperai alla degustazione di 4 vini della Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano – ogni settimana diversi. In abbinamento, alcuni assaggi di prodotti tipici.

    Dopo una giornata al mare o in piscina, scoprirai il lato enogastronomico della Maremma Toscana e i segreti dei vini che rendono questo territorio ancora più speciale. Se vuoi scoprire qualcosa di più dei vini che produciamo, clicca qui.

    Le visite durano 90 minuti (il wine shop il giovedì rimane aperto fino alle 21).
    C’è un unico turno con inizo alle 18,30 così poi hai tutto il tempo di andare a cena nel ristorante che preferisci.

    Le visite sono in italiano e in inglese.
    Prezzo a persona: 10 euro
    Bambini e ragazzi: gratis

    È gradita la prenotazione indicando nome, cognome, numero di partecipanti (ed eventuali bambini) e un recapito telefonico:
    Email: visita@vignaiolidiscansano.it – Tel: 0564 507288 –
    Whatsapp: +39 338 8700238

    Attenzione: in concomitanza con Ferragosto e con l’evento teatrale dedicato a Gaber, la settimana successiva, la Morellino Experience NON è prevista il 15 e 22 agosto. Grazie della collaborazione!

    morellino experience

  • Ricette autunnali e vini dalla Maremma

    zucca e zuccheÈ arrivato l’autunno. Tempo di accendere il caminetto, per i fortunati che l’hanno in casa, e rinnovare il menu casalingo tenendo conto degli ingredienti di stagione. Tra questi, le ricette autunnali prevedono in particolare l’uso di castagne, zucche e funghi.
    E quale vino scegliere? In realtà, ognuno di questi prodotti ha caratteristiche che richiedono attenzione nell’abbinamento.

    Partiamo dalla zucca

    A prescindere da come la cuciniamo, la zucca ha notoriamente una spiccata tendenza dolce. Tant’è vero che nel mantovano la sposano con un po’ di Grana Padano e di amaretti per bilanciarne la dolcezza. E in generale la zucca che si tratti di uno sformato o di un risotto, verrà arricchita con un formaggio ma anche un po’ di salsiccia, e aromatizzata con erbe come salvia e rosmarino (magari gratinata).
    Una vellutata di zucca, arricchita con un po’ di Parmigiano Reggiano, amaretti sbriciolati e qualche strisciolina di guanciale soffritto riempirà la casa di aromi e di calore a contrastare l’autunno. Qui invece trovate tre ricette semplici: zucca al forno con la provola, gratinata, oppure con i fagioli.
    E gli abbinamenti? Per gli abbinamenti si punterà a vini che tengano conto delle ricette nel loro insieme. Ad esempio se alla zucca aggiungiamo del formaggio e delle erbe, l’abbinamento suggerito cadrà su un bianco aromatico e fresco al tempo stesso, dove l’aromaticità si sposerà con quella della ricetta, e la freschezza bilancerà la grassezza del formaggio e la dolcezza della zucca. Ad esempio con un Viognier. Ma pure un rosso leggero andrà bene, soprattutto se alla zucca si aggiunge un po’ di salsiccia, o i tortelli di zucca si servono col ragù, un po’ come si fa in Maremma con quelli di ricotta. E allora benissimo questo, tra i nostri Morellino di Scansano.

    Anche le castagne fanno venire in mente subito l’autunno

    castagneChe le abbiate raccolte voi stessi andando in giro per boschi, o acquistate più comodamente in un negozio di frutta e verdura, basta metterle in una padella bucata sopra il fuoco o abbrustolite nel forno per fare subito autunno. E allora non possono mancare nelle nostre ricette autunnali. Come abbinarle? Il più classico, ormai, degli abbinamenti, è il Novello, che uscirà proprio nelle prossime settimane. Ma in Maremma di ricette ce ne sono tante. Ad esempio si usa fare il Coniglio in padella, arricchito poi con un po’ salsiccia e le castagne precedentemente abbrustolite. Oppure le quaglie farcite con le castagne (bollite prima, schiacciate in una purea, e mischiate con un soffritto a cui vengono aggiunte anche un po’ di prugne). In entrambi i casi, l’abbinamento può andare con un rosso di media struttura, come il Morellino di Scansano Roggiano, ad esempio, ma anche il Vin del Fattore Governo all’Uso Toscano. E se invece le castagne le volete usare per farcire i tortelli, allora vanno di nuovo bollite, e per fare la farcia impastatele con uova, spezie e qualche seme di finocchio, da aggiungere anche alla fine della cottura, col burro fuso. È una ricetta antica maremmana, diffusa ancora oggi attorno a Saturnia.

    E con i funghi?

    Anche i funghi non possono mancare tra le ricette autunnali. I funghi, quando si parla di abbinamento, sono una questione delicata, perché sono proprio loro che sonoporcini delicati! I funghi infatti non vanno d’accordo con vini aspri o molto tannici o amarognoli. Per questo, ad esempio con una zuppa di funghi, magari servita su crostini di pane raffermo, meglio optare per un Rosato, o ancora un bianco morbido come il Bianco di Pitigliano o il Trebbiano. Ma se invece la ricetta si fa più ricca, e magari include anche il re dei funghi, il porcino, come nei tagliolini ai funghi porcini, o in un risotto magari sfumato col vino, o ancora con la polenta, allora benissimo anche il Morellino, e persino una Riserva come il nostro Sicomoro, o il Roggiano Riserva, dove i tannini sono anzi ammorbiditi dall’affinamento in botte. E questo vale anche per una ricetta più semplice, ma ugualmente gustosa, come i porcini alla griglia, dove è la cottura, a rendere più “forte” il piatto.

  • Il nostro progetto di innovazione in vigna e sostenibilità ambientale in Maremma

    Giuseppe Mantellassi, Benedetto Grechi, Marco BruniNe abbiamo accennato online, ne hanno già parlato alcune testate: la settimana scorsa abbiamo lanciato un progetto di innovazione che prevede l’uso di nuove tecnologie e soluzioni per ridurre l’impatto ambientale in vigna e in cantina.

    Chi sono i protagonisti?

    Il progetto nasce da un bando della Regione Toscana a cui abbiamo partecipato come capofila e nel quale siamo felici di aver coinvolto anche altre realtà della zona: Fattoria Mantellassi, Fratelli Bruni e Azienda Montauto. Oltre a loro, c’è pure il supporto del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano Docg. Il progetto è stato redatto da Daniele Schirru, un bravissimo agronomo che in questi anni si è specializzato nella progettazione, e vede la collaborazione di due istituzioni accademiche molto importanti: l’Università della Tuscia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sotto la direzione scientifica del professor Fabio Mencarelli. Insomma, stavolta i Vignaioli del Morellino di Scansano che già da soli sono un bel gruppetto di oltre 150 soci, sono accompagnati da una ricca squadra. Del resto, l’ha ricordato pure il nostro Benedetto Grechi, è solo in squadra che si riesce, di questi tempi, ad affrontare il mercato. Come Vignaioli fare squadra fa parte del nostro DNA, così come lavorare a favore del territorio. Insomma, questo è stato un passo più che naturale.

    In cosa consiste il progetto di innovazione in vigna?

    Il progetto inizia in queste settimane e avrà una durata di due anni. Durante questo periodo verranno implementate le tecnologie allo studio del Prof. Fabio Mencarelli dirige il team di ricercatori che stanno partecipando a questa iniziativa di ricerca. Le innovazioni si dividono in tre ambiti principali:

    1. uso dell’ozono, in vigna e in cantina
    2. uso di droni per monitoraggio dei vigneti
    3. uso di sensori e schede Arduino (se non sapete di cosa si tratta, non temete, lo spieghiamo tra poco)

    trattoreA cosa serve l’ozono in vigna e in cantina

    L’ozono è un gas la cui formula è O3, vale a dire che è formato da 3 atomi di ossigeno. Il suo interesse, in questo ambito, dipende dal fatto che ha una funzione disinfettante e sanificante sulle foglie. E induce anche una maggiore resistenza sulla pianta. Per questo l’idea è quella che, trattando piante e grappoli con l’ozono, sarà possibile mantenerli in salute usando questo gas in alternativa ai trattamenti chimici. In questo modo, poiché ozono non lascia residui, sarà possibile trattare le piante senza danneggiare l’ambiente, anzi. L’ozono, una volta usato, torna ossigeno. Inoltre, proprio perché l’ozono non lascia residui, sarà possibile fare trattamenti in vigna anche a ridosso della raccolta, senza alcun rischio per il consumatore finale.

    Attenzione: poiché l’ozono è un gas instabile, viene non viene spruzzato direttamente sulle piante ma al momento il prototipo usato prevede l’uso di acqua ozonata mentre si sta studiando un altro strumento adatto.

    Al tempo stesso, l’ozono potrà essere usato in cantina sia per ridurre o eliminare l’impiego di solfiti nel vino, sia per disinfettare e sanificare gli ambienti e gli strumenti per la vinificazione e la maturazione. Ancora una volta, il fatto che l’ozono non lascia residui permetterà un più facile recupero delle acque utilizzate in queste operazioni. Insomma, anche in questo caso la gestione delle risorse sarà ottimale.

    L’uso dei droni in vigna

    Negli ultimi anni sta prendendo piede anche un’interessante branca delle scienze agrarie che vede l’utilizzo di applicazioni tecnologiche come i droni all’interno del campo. Attraverso droni è possibile monitorare a costi molto più bassi che in passato il vigneto. Per motivi di terreno, posizione, esposizione al sole, ogni vigneto è infatti diverso dall’altro. Non solo, a volte ci possono essere delle differenze anche all’interno dello stesso vigneto: può cambiare il tipo di terreno, può cambiare anche il livello di umidità da un filare all’altro.

    Il drone usato in questo progetto è capace di mappare un ettaro di vigneto in 6 minuti. Attraverso una camera iperspettrale e uno scanner 3D, fotografa il vigneto pianta per pianta ricavando informazioni relative a vigoria, stress idrico e altri dati fisiologici. Le mappe create dal drone saranno poi assemblate in un mosaico a formare il totale del vigneto grazie a dei punti di riferimento sul terreno chiamati ground control point.

    scheda arduinoSensori e schede Arduino per monitorare il vigneto

    Oltre al drone utilizzeremo anche altri microsensori a basso costo collegati a una scheda Arduino. Arduino è una scheda elettronica che, collegata a sensori e altri strumenti, permette di creare dei prototipi per hobby o per motivi professionali come nel nostro caso. Una curiosità: è stata inventata in Italia, e prende il nome da un bar di Ivrea dove si vedevano i fondatori di Arduino per discutere di questo progetto. Per intenderci, se la adottiamo a casa, ci può permettere di creare a casa un sistema per accedere le luci automaticamente quando arriva il crepuscolo. Nel nostro caso, invece, le schede Arduino, collegate a dei microsensori, serviranno a monitorare nel dettaglio il vigneto creando delle stazioni microclimatiche che archivieranno tutti i dati su una scheda di memoria SD (come quelle delle fotocamere) per poi comunicarli via Bluetooth agli operatori, anche a distanza. Inoltre sarà possibile attraverso uno spettrometro NIR collegato al computer, anch’esso mostrato durante l’evento di mercoledì, fare un’analisi prossimale delle foglie e dei grappoli.

    Tutti questi dati raccolti attraverso i dispositivi Internet of Things, Internet delle Cose, permetteranno di costruire una mappa di prescrizione, una mappa che conterrà tutte le indicazioni per impostare il trattore e intervenire solo dove necessario.

    Impatto ambientale minimo, massima sostenibilità economica

    La sostenibilità ambientale è essenziale. E’ il modo che ci garantisce di assicurare alle prossime generazioni un futuro quanto più possibile salutare. Ma l’attenzione all’ambiente, per essere davvero portata avanti nel tempo, deve avere anche un riscontro economico. Per questo le innovazioni che oggi stiamo sperimentando nel vigneto e che speriamo possano in un futuro arrivare anche a vantaggio di altre aziende sono importanti. Perché riducendo l’uso di trattamenti chimici, assistendo la pianta solo quando e dove necessario, riduciamo l’impatto ambientale e riduciamo anche i costi. In altre parole, essere attenti all’ambiente vuol dire anche essere più efficienti. E tutto questo con un vantaggio finale per il consumatore che potr? assaggiare un vino attento all’ambiente, buono, e a prezzi accessibili.